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Trapianto di fegato, possibile l’utilizzo di graft HCV-positivi

Stepanova M, Sayiner M, De Avila L, et al. Long-term outcomes in liver transplant recipients transplanted from HCV-positive donors.The International Liver Congress 2016, Barcelona; abstract n° PS040

I dati di un nuovo studio potrebbero contribuire a ridurre il tempo di attesa per un trapianto di fegato tra le persone con virus dell’epatite C (HCV).

Lo studio, presentato recentemente dai ricercatori dell’Inova Fairfax Hospital (USA) all’International Liver Congress di Barcellona, ha dimostrato che i risultati a lungo termine per le persone con HCV che hanno ricevuto un fegato HCV-positivo non sono diversi da quelli che hanno ricevuto un fegato sano.

Dal 1995 negli Stati Uniti l’utilizzo di fegati HCV-positivi per i trapianti nelle persone affette dallo stesso virus (HCV-positivi) è aumentato in maniera esponenziale, passando da un’incidenza del 2,9% all’attuale 9,4%, con una mortalità in lista del 16%.

Ma la domanda di trapianto per queste condizioni è aumentata ovunque (oltre 15.000 negli stati Uniti e circa 8.500 in Europa) e il numero di pazienti che aspettano un trapianto è destinato ad aumentare ancora.

Ad esempio, nel solo Regno Unito, le persone in attesa di trapianto di fegato sono aumentate del 12% tra il 2013 e il 2014.

“Negli ultimi due decenni, l’uso di fegati HCV-positivi per trapianto è di fatto triplicato, soprattutto a causa della carenza di organi”, ha confermato Zobair Younossi, direttore del Dipartimento di Medicina, presso l’Inova Fairfax Hospital, Falls Church (VA, USA).

Lo studio ha preso in esame, dal Registro nazionale dei trapiantati, tutti i pazienti adulti affetti da HCV che sono stati sottoposti a trapianto di fegato tra il 1995 e il 2013, valutando la perdita del trapianto e la mortalità a lungo termine di quelli che sono stati trapiantati con fegati HCV-positivi rispetto a quelli trapiantati con fegati HCV-negativi.

Dei 33.668 riceventi HCV-positivi sottoposti a trapianto, 1.919 (5,7%) avevano ricevuto un fegato HCV-positivo e tale stato non ha avuto alcun effetto né sulla mortalità a lungo termine, né sul tempo intercorso dal trapianto all’eventuale perdita dello stesso.

“Il nostro studio mostra chiaramente che le persone con HCV che hanno ricevuto fegati HCV-positivi hanno ottenuto, in media, gli stessi risultati nel lungo termine delle persone che hanno ricevuto fegati perfettamente sani. Tutto questo è stato possibile grazie ai trattamenti altamente efficaci per l’HCV che sono oggi disponibili nel pre e post-trapianto e questo ci fa guardare al futuro di questi pazienti con rinnovato entusiasmo”.

In un commento, Tom Hemming Karlsen, Vice Segretario dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL) afferma: “Questo studio dimostra chiaramente che i fegati HCV-positivi rappresenteranno, nei prossimi anni, un’opportunità di trapianto in più per i riceventi HCV-positivi e questo è motivo di grande speranza per i pazienti in lista di attesa”.

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

Fonte: trapianti.net

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