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Trapianti: Spagna da record, Modello da esportare in UE

La Spagna conferma il record mondiale di trapianti di organi con oltre 1.600 donatori e 4000 interventi nel 2009, nonostante la considerevole diminuzione delle vittime di incidenti stradali, che rappresentano il più vasto ''bacino'' potenziale.

Un modello che ora la Spagna, presidente di turno dell'Ue, vuole proporre agli altri 26 Paesi dell'Unione. Il Paese iberico ha registrato lo scorso anno un tasso di 34,3 donatori per milione di abitanti, lo stesso del 2007, anche se lievemente inferiore a quelli registrati nel 2004 e nel 2005, secondo i dati diffusi dal ministro della Sanità, Trinidad Jimenez.

Ma, in ogni caso, superiore al tasso del 26,3 per milione di abitanti rilevato negli Stati Uniti e il doppio di quello del 18,1 della Ue.

Da un lato la donazione di organi in Spagna sembra aver raggiunto un tetto massimo e, dall'altro, la diminuzione delle vittime degli incidenti stradali, per la prima volta scese a 2000, ai livelli di 40 anni fa, hanno ridotto molto la cifra di donatori, tradizionalmente giovani vittime della strada. Nel 2009 solo l'8,7% degli organi trapiantati proveniva da questa ''fonte'', quando 20 anni fa rappresentavano la maggioranza. E non e' facile recuperare giovani organi sani, osservano all'Organizzazione Nazionale di Trapianti (Ont), per cui sono state le donazioni di anziani, con più di 60 anni, ad aver fornito lo scorso anno il 44% degli organi trapiantati, mentre la maggioranza proveniva da vittime di emorragia cerebrale. Un'alternativa esplorata dall'Ont per mantenere la curva di crescita, secondo quanto ha spiegato la Jimenez, citata dai media, è l'aumento dei trapianti di donatori viventi. I dati registrano un aumento del 50% nei trapianti renali, passati da 156 nel 2008 a 235 nel 2009, pari al 10% di quelli eseguiti, e un aumento del 3,6% di quelli di fegato, con 29 operazioni complessivamente realizzate lo scorso anno. Parte di questo incremento e' dovuto al fatto che nel 2009 è stato avviato in Spagna il trapianto renale incrociato, che consente a un paziente con un donatore incompatibile di cambiare gli organi con un altro che si trova nelle stesse condizioni. Attualmente, circa 5.400 ammalati sono in lista d'attesa per ricevere organi. In cima alla lista delle buone pratiche, la comunità della Cantabria, con un tasso di 61 donatori per milione di abitanti; seguita da La Rioja (56,3) e dalle Asturie (41,3).

Quello spagnolo rappresenta certamente un modello che, approfittando del semestre di presidenza a rotazione della Ue, Madrid punta a estendere all'intero continente, con la proposta di una direttiva sulla qualità e sicurezza nei trapianti. ''Vogliamo trasferire ai 27 Paesi dell'Unione Europea le stesse condizioni di qualità e sicurezza di cui godono i cittadini spagnoli e, allo stesso tempo, indici simili di donazioni che consentano un accesso ai trapianti simile a quello esistente in Spagna'', ha assicurato la Jimenez.

 

Fonte ANSAmed.

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