Trapianti, quasi 4mila vite salvate ma un terzo si oppone alle donazioni. I dati Cnt del 2019

Se da un lato crescono numeri delle donazioni e dei trapianti di organi in Italia, dall'altro aumentano le opposizioni al prelievo. Questi i dati che emergono dal report 2019 del Centro nazionale trapianti presentato al ministero della Salute.
Quasi un terzo delle persone che si sono trovate davanti alla richiesta di una donazione ha risposto di no, e lo stesso vale per i cittadini che hanno espresso la loro volontà in materia al rinnovo della carta di identità. È questo il dato più preoccupante sebbene il 2019 sia stato il secondo miglior anno per volumi di attività e le liste d'attesa continuano a ridursi.
L'aumento delle segnalazioni nelle rianimazioni come possibili candidati al prelievo degli organi ha permesso di assorbire il contraccolpo negativo del tasso di opposizione al prelievo, passato dal 29,8% dell'anno scorso al 31,2%. Da evidenziare è la discrasia tra Nord e Sud. Si va dai 49,5 donatori della Toscana agli 8 della Sicilia.
Particolarmente positiva la performance dell'Emilia Romagna, che è passata da 25,6 donatori per milione di popolazione nel 2018 ai 37,1 nel 2019. In Puglia le opposizioni in rianimazione sono passate dal 52,2% al 42,7%. Resta comunque molto negativo il dato delle regioni meridionali, che presentano tassi di opposizione superiori di 15-20 punti alla media italiana, con l'apice della Sicilia (49,6%) e della Calabria (49,4%).
Complessivamente sono stati 863 i no alla donazione rilevati nelle rianimazioni, in gran parte espressi dai familiari del paziente deceduto. Considerato che nel 2019 ogni singola donazione effettiva ha generato 2,5 trapianti, l'aumento delle opposizioni dell'1,4% in 12 mesi è "costato", in proiezione, il mancato trapianto di ben 122 persone. Nel 2019 i donatori potenziali sono stati 2.766 contri i 2.665 del 2018, il 3,8% in più. Nonostante tutto, nel 2019 i trapianti sono aumentati: ne sono stati effettuati 3.813 (+2,4%), con una crescita più moderata per quelli da donatore deceduto (+1,2%) e una più consistente di quelli da donatore vivente. Il numero maggiore di trapianti complessivi ha riguardato il rene (2.137, +0,6%) seguito dal fegato (1.302, +4,5%), mentre l'aumento maggiore in termini percentuali ha riguardato il polmone (+6,3%, 153 trapianti in totale) e il cuore (+5,2%, 245 interventi). Stabili i trapianti di pancreas (42 contro i 41 dell'anno scorso), mentre a tre anni di distanza dall'ultimo è stato effettuato un nuovo trapianto di intestino. Per quanto riguarda l'attività dei centri, Torino si conferma in testa alla classifica nazionale con 360 trapianti; seguono Padova (335) e Bologna (256). In forte crescita l'attività di donazione e trapianto anche nel campo dei tessuti e delle cellule staminali emopoietiche. Le donazioni di tessuto registrate nel 2019 sono state 13.854 (+2,3%), con un aumento ancora più marcato per le cornee (+4,1%). In totale gli iscritti attivi al registro dei donatori di midollo IBMDR sono saliti a 449.860 (+6,7%) grazie a 43.138 nuovi ingressi dello scorso anno: dopo l'exploit del 2018 ottenuto grazie alla mobilitazione per il piccolo Alex, gli italiani hanno confermato la loro disponibilità.
Crescono ancora le dichiarazioni di volontà alla donazione espresse in vita dai cittadini, grazie al sistema di registrazione collegato alla carta d'identità elettronica. Il 31 dicembre 2019 erano 6.936.583 le dichiarazioni custodite nel Sistema informativo trapianti, ma a fine febbraio 2020 è stata superata quota 7 milioni e 300mila: complessivamente quasi 5 milioni 600mila favorevoli e poco più di 1 milione 700mila contrari. Il dato delle opposizioni registrate nei Comuni vede una forte differenza tra Nord e Sud: i risultati migliori sono quelli della Provincia autonoma di Bolzano (solo il 7% di no) e della Valle d'Aosta (18,9%), i peggiori quelli di Sicilia (42,1%), Calabria (40,7%) e Campania (40,3%). Di contro, nel 2019 la percentuale delle opposizioni è aumentata in quasi tutte le regioni settentrionali mentre si registrano miglioramenti in quelle meridionali.
Fonte: doctor33.it























