Trapianti, fare presto migliora la sopravvivenza e riduce i costi
Anche nei trapianti è importante fare presto. È la ricetta suggerita nel quinto congresso della Società italiana per la sicurezza e la qualità nei trapianti (Sisqt), in corso a Firenze dall'8 al 12 di Aprile. L'indicazione - valida in particolare per i trapianti di fegato - tiene conto dei progressi medici e chirurgici e ha motivazioni cliniche ma anche economiche, come spiega il presidente della Sisqt Franco Filipponi: «la questione centrale è quella di cercare di combinare i trapianti con la massima efficacia e appropriatezza, in un momento nel quale i sistemi sanitari non possono più garantire qualunque tipo di assistenza a tutti. È necessario cioè ridefinire i termini e i confini del trapianto di fegato, che non va più considerato una soluzione estrema per pazienti estremi». Il Meld (Model for end stage liver disease), è un indicatore per definire la gravità di un'epatopatia in fase terminale, in vista della pianificazione di un trapianto di fegato. Uno studio recente associa il Meld di un paziente alla spesa sanitaria per la sua cura: se al momento del trapianto è compreso tra 15 e 25, in cinque anni genera una spesa di circa 230mila euro, doppia rispetto a quella che si associa a un paziente operato in condizioni migliori, con Meld inferiore a 15. Un paziente trapiantato troppo tardi costa dunque molto di più e le sue possibilità di sopravvivenza si assottigliano drammaticamente. Gli esperti suggeriscono allora di anticipare il trapianto da un anno a un anno e mezzo rispetto a quanto accade oggi. Oltre alle tempistiche adeguate, occorre tenere una condotta appropriata nell'esecuzione del trapianto e consumare in modo corretto le risorse, riducendo ad esempio l'impiego di plasma, di sangue e i tempi di ospedalizzazione. È poi necessario ottimizzare il funzionamento della rete che gestisce le liste dei trapianti e, in particolare, «tenere una lista trapianti molto piccola (40-50 persone) per poter dare a questi pazienti non una speranza, ma la certezza di essere trapiantati».
Fonte: doctornews.it























