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Tenofovir disoproxil fumarato, nei pazienti con epatite B non peggiore la funzionalità renale

Il trattamento con tenofovir disoproxil fumarato (TDF) per l'epatite B cronica non peggiora ulteriormente la funzionalità renale nei pazienti con insufficienza renale, soprattutto se di grado lievo. È quanto evidenzia uno studio pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology che ha confrontato la terapia con TDF al trattamento con entecavir.

Non è chiaro se i farmaci usati per trattare l'infezione da virus dell'epatite B cronica (HBV) causino una compromissione renale significativa. Per tale motivo in questo studio sono stati confrontati i tassi di filtrazione glomerulare mediamente stimati (eGFR, mL/min/1,73 m2) dei pazienti con infezione cronica da HBV trattati con TDF rispetto ai pazienti trattati con entecavir.

A tale fine è stato condotto uno studio retrospettivo su pazienti con infezioni croniche da HBV trattati con TDF (n=239) o entecavir (n=171), dal 2000 al 2016, seguiti per un tempo medio di 43-46 mesi.
I livelli di creatinina sierica sono stati misurati per almeno 12 mesi mentre i pazienti ricevevano il trattamento.

I pazienti non hanno avuto una precedente esposizione ad adepovir o HCV, HDV o co-infezione da HIV.
Sono stati considerati età, sesso, presenza di ipertensione, diabete mellito, eGFR basale, cirrosi e durata del follow-up per stimare l'eGFR media aggiustato per coorti abbinate e ineguagliate. La regressione di Cox è stata utilizzata per identificare i predittori di compromissione renale.

Per capire i risultati di questo studio è bene precisare che l’eGFR è un parametro che indica come i reni filtrano le scorie dal sangue oltre ad aiutare ad identificare la presenza di danni ai reni. Inoltre, è la misura migliore del funzionamento dei reni. Più alto è il tasso di filtrazione, meglio funzionano i reni. Il normale tasso di filtrazione è di circa 90‐100 millilitri al minuto, o 100 mL/min.

Un valore inferiore a 60 mL/min/1.73m2 , suggerisce che i reni non funzionano bene.
Utilizzando il propensity score matching (PMS) è stato osservato che l’eGFR erano pari o superiori a 60, dopo PSM, in 116 pazienti trattati con entecavir e in 116 pazienti trattati con TDF.
L’ eGFR era inferiore a 60 su 32 pazienti trattati con entecavir e 26 pazienti con TDF. La modellizzazione lineare generalizzata multivariata delle coorti globali non abbinate e con eGFR minore di 60 ha rivelato un’eGFR media aggiustata significativamente più bassa nei pazienti trattati con TDF (tutti p <0.001).

Tuttavia, nella coorte di eGFR pari o superiore a 60, l'eGFR medio aggiustato era simile tra i pazienti che ricevevano entrambi i trattamenti.
Nell'analisi di regressione di Cox, il TDF non è stato associato a insufficienza renale lieve o moderata rispetto a entecavir.

"I nostri risultati suggeriscono che per i pazienti più sani con epatite B cronica, TDF ed entecavir sono scelte di trattamento comparabili per quanto riguarda la sicurezza renale", hanno sottolineato nel lavoro Sam Trinh, del Centro Medico dell'Università di Stanford in California, e i suoi colleghi.
Tuttavia, per i pazienti con insufficienza renale moderata o con eGFR superiore a 60, gli effetti a livello renale dovuti al TDF potrebbero essere peggiori, mentre si può prevedere un miglioramento per i pazienti trattati con entecavir.

I fattori correlati a insufficienza renale moderata comprendevano l'età (HR=1,46, IC 95%, 1,32-1,63) e la presenza di cirrosi (HR=1,99; IC 95% 1,06-3,76) o ipertensione (HR=2,99; IC 95% , 1.71-5.24).
In una sottoanalisi di pazienti di età superiore a 60 anni (n=112), l'eGFR medio aggiustato per i pazienti trattati con TDF era significativamente inferiore rispetto a quelli trattati con entecavir (58,1 vs 69,2 ml/min/1,73 m2; p<0,0001).

Trinh e colleghi hanno concluso che i loro risultati coincidono con le linee guida 2018 dell’AASLD per l’HBV che non suggeriscono alcuna preferenza tra entecavir o TDF per quanto riguarda la sicurezza renale. Tuttavia, il loro studio suggerisce anche che il TDF dovrebbe essere evitato nei pazienti con insufficienza renale moderata e quelli con fattori di rischio come età avanzata, cirrosi e ipertensione.

Inoltre, poiché la terapia dell'HBV cronica è spesso di lunga durata, sono necessari ulteriori studi con follow-up più lungo per studiare ulteriormente l'effetto della terapia antivirale sulla funzione renale.

fonte: pharmastar.it

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