Ritrapianto di fegato, fin dove spingersi?
La ripetizione del trapianto di fegato per più di due volte è un'evenienza piuttosto rara e sulla quale sono ancora pochi i dati in letteratura
L'interessante argomento è ora oggetto di un'analisi retrospettiva, recentemente pubblicata sulla rivista Transplantation. La ricerca ha preso in esame un totale di 2527 interventi di trapianto di fegato. Le principali indicazioni alla ripetizione del trapianto risultavano:"Primary non function", rigetto cronico, trombosi dell'arteria epatica e presenza di patologie ricorrenti.
L'analisi identificava 39 pazienti che avevano ricevuto più di due graft (32 avevano ricevuto 3 graft, 5 avevano ricevuto 4 graft e 2, addirittura, 5 graft). In tutti i pazienti si rendevano necessari, per la ricostruzione delle vie biliari, interventi di interposizione di graft arterioso dall'aorta e di epatodigiunostomia. Diciassette pazienti erano ancora in vita all'ultimo controllo di follow-up. Il tassi di mortalità perioperatoria al 3°, 4°e 5° trapianto di fegato erano, rispettivamente, del 25%, 14%, e 50%.
I tassi di sopravvivenza, generale e del graft, a 1 anno, erano, rispettivamente, del 72% e del 56%. Infine, il tasso di sopravvivenza mediana del graft si attestava a 2,9 anni.
Alla luce di queste evidenze gli autori sostengono che l'accurata selezione dei pazienti eleggibili e il previo utilizzo di tutte le risorse disponibili siano gli elementi su cui basare un processo di valutazione atto a stabilire l'opportunità o meno di ricorrere a molteplici ritrapianti e che, comunque, sussistendo le opportune condizioni, il ritrapianto di due o più graft può essere considerato una procedura salvavita.
Bibliografia. Akpinar E, Levi D, Selvaggi G, et al. Liver Retransplantation of More Than
Two Grafts for Recurrent Failure. Transplantation 2009; 88(7):884-890.
fonte: fattiecifre.it























