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Malattie autoimmuni

Rischio di danno epatico acuto a seguito dei vaccini COVID-19 mRNA (BNT162b2) e inattivati (CoronaVac)

È stata condotta un'analisi utilizzando i record delle vaccinazioni eseguite ad Hong Kong; i casi di incidenza di danno epatico acuto grave (ALI) nel periodo di 56 giorni dopo la prima e la seconda dose di vaccini COVID-19 rispetto al periodo di non esposizione sono stati stimati e confrontati con il rischio di ALI nei pazienti con infezione da SARS-CoV-2.


Complessivamente, sono stati valutati i dati relativi a 2.343.288 vaccinati per COVID-19 che erano a rischio; di questi, 4.677 pazienti hanno sviluppato ALI per la prima volta tra il 23 febbraio 2021 e il 30 Settembre 2021.


I casi di danno epatico acuto grave (ALI) entro 56 giorni dalla prima e dalla seconda dose di vaccinazione sono molto bassi, e in particolare per i due vaccini rispetto ai non vaccinati che hanno contratto il virus, si è registrato: 

- 335 (I dose) - 334 (II dose) vs 32.997 casi di ALI ogni 100.000 anni-persona

- 358 - 503 vs 32.997 casi di ALI ogni 100.000 anni-persona


Rispetto al periodo di non esposizione, non è stato osservato alcun aumento del rischio nel periodo di rischio di 56 giorni per la prima e la seconda dose di BNT162b2, o di CoronaVac.


Non ci sono stati, inoltre, casi gravi o fatali di danno epatico grave dopo la vaccinazione COVID-19.


Il lavoro evidenzia, quindi, che il vaccino riduce il rischio se paragonato all'infezione, e che l'incidenza di danno acuto è molto bassa e non aumenta rispetto ad uno stesso periodo di non esposizione al vaccino.


Anche nei casi di insorgenza, si tratta di casi molto lievi e senza aumento di casi di epatite cronica di nuova insorgenza.


Sulla base di tutte le prove attualmente disponibili provenienti da studi precedenti e da questo studio, il beneficio della vaccinazione di massa supera di gran lunga il rischio di danno epatico grave derivante dalla vaccinazione.


Fonte: journal-of-hepatology.eu


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