La recidiva di epatite C si può fermare, nuovi dati lo dimostrano
Il virus dell’epatite C (HCV) rimane la principale causa di trapianto di fegato e la ricorenza della malattia è la causa più frequente di perdita del trapianto.
Attualmente, non esiste un trattamento approvato e di pieno successo per prevenire il ripetersi dell’epatite C durante e dopo l’intervento chirurgico di trapianto di fegato.
Sebbene gli antivirali ad azione diretta (DAA) hanno il potenziale di ridurre la carica virale prima del trapianto, la recidiva del virus dell’epatite C è molto frequente
I risultati provenienti da uno studio in fase III, condotto in 24 centri clinici degli Stati Uniti e presentato all’International Liver Congress del 2015, mostrano che l’utilizzo di un farmaco policlonale umano con immunoglobuline ad alto titolo (IgG) prodotto da unità di sangue anti-HCV positive può prevenire efficacemente la recidiva dell’epatite C (HCV) nei pazienti trapiantati.
In questo studio, i pazienti hanno ricevuto terapia antivirale prima del trapianto, quelli in trattamento attivo hanno ricevuto 16 infusioni del farmaco nell’immediato post-trapianto e per 10 settimane. Il gruppo di controllo ha ricevuto, invece, la cura standard con nessun trattamento nel post-trapianto.
I risultati preliminari suggeriscono che il policlonale umano fornisce un approccio alternativo efficace per prevenire a ricorrenza di HCV nel post-trapianto, rispetto a coloro che hanno ricevuto il trattamento standard.
I dati clinici riportano che solo 1 paziente su 21 (5%) ha presentato reinfezione nel gruppo ad alto dosaggio; In contrapposizione a 6 casi su 20 (30%) e 7 su 22 (32%) di reinfezioni verificate nel gruppo di controllo a basso dosaggio (trattamento standard)
Inoltre, il farmaco è stato ben tollerato, senza gravi eventi avversi rappresentando, dunque, un approccio di profilassi che lascia intravedere concrete possibilità di cura.
Secondo gli autori il successo del farmaco è dovuto al fatto che, a differenza di altre opzioni terapeutiche, la diversità di anticorpi in esso presenti si traduce nella neutralizzazione di tutte le varianti virali analizzate.
Se i risultati presentati saranno confermati anche dopo la conclusione dello studio si prospetterebbe un’opzione terapeutica rilevante per il trattamento di pazienti trapiantati con epatite C.
Bibliografia. Terrault N, Shrestha R, Sanjaya K, et al. Novel approach for the prevention of recurrent hepatitis c in liver transplant recipients: preliminary results from ongoing phase III trial with civacir®. Journal of Hepatology 2015; 62: S265–S866.
Fonte: trapianti.net























