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Malattie autoimmuni

Presidente di EpaC Onlus interviene al congresso europeo per le malattie del fegato (EASL)

Tra il 27-29 agosto si è svolto, in modalità digitale a causa della pandemia da COVID-19, il congresso internazionale organizzato dalla EASL (Associazione Europea per lo Studio delle malattie di Fegato), uno dei due principali appuntamenti annuali internazionali incentranti sulle patologie del fegato.

Al centro della discussione, quest’anno, ancora le epatiti virali per fare il punto sullo stato dell’arte verso la loro eliminazione, come programmato dall’OMS entro il 2030, sulle azioni necessarie ancora oggi per incrementare il tasso di trattamento, la prevenzione ma soprattutto lo screening. Sfide tutt’altro che chiuse, per le quali occorrono strategie nuove e innovative, approcci metodici e sforzi collettivi, soprattutto in questo complesso scenario venutosi a creare a causa della pandemia da COVID-19.

Ed è in questo contesto che Ivan Gardini ha illustrato un progetto originale e innovativo, primo unico nel suo genere avviato proprio a Maggio 2020: realizzare il primo screening congiunto HCV – Covid-19 per raggiungere due obbiettivi senza precedenti: fermare il COVID ed eliminare l’Epatite C per ottenere la prima comunità in Europa “libera dall’HCV”.



Il progetto, nato dalla collaborazione con l’equipe del Dr. Carmine Coppola, Ospedale di Gragnano, l’ASL Napoli 3 SUD, il Comune di Casola di Napoli, con il sostegno della Regione Campania e con il sostegno non condizionante di Gilead Science Int. Ltd, si è posto come il primo tentativo di effettuare screening gratuiti con test rapidi l’intera popolazione di una piccola comunità, attuare dei protocolli innovativi e delle azioni mirate all’individuazione di tutti i casi, noti e non, di HCV, condurli sul percorso terapeutico adeguato e raggiungere l’obiettivo di #ZEROEPATITEC.

Un obiettivo progettuale ambizioso, raggiunto con successo, ponendosi così come best practice, che ci auguriamo possa essere emulata ed imitata il più possibile, contribuendo, in Italia ma anche nel resto del mondo, a sfruttare questa complessa situazione sanitaria in cui ritroviamo come una “opportunità”, al fine di perseguire più efficacemente l’obiettivo di eliminazione dell’epatite C.

Fonte: hepatichealth.com

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