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A Pisa maratona no-stop: trapiantati 4 fegati in 18 ore

Salvate 4 persone. Ass. Rossi: "La migliore risposta a polemiche"

Roma, 5 set. (Apcom) - Spesso i trapianti d'organo sono la sola risposta davanti a delle vite che si stanno spegnendo lentamente, con sofferenza. E, dopo tutte le polemiche nate dalle parole dell'Osservatore Romano sulla morte cerebrale, il trapianto continua a rispondere in Italia e nel mondo a quella 'esigenza di vita' che non viene mai meno, neanche quando si sa di essere condannati: oggi, da Pisa, arriva una 'risposta' concreta alla messa in discussione del concetto stesso di morte cerebrale fatta dall'Osservatore Romano. Quattro trapianti di fegato sono stati effettuati in una maratona no-stop in sole 18 ore, a partire dalle 21 di ieri sera. L'eccezionale operazione è avvenuta all'azienda ospedaliero-universitaria pisana. Due le èquipe chirurgiche impegnate in questa corsa contro il tempo per restituire una speranza di vita a quattro persone bisognose di un nuovo fegato.

Il primo trapianto è cominciato alle 21 di giovedì sera ed è stato eseguito dal dottor Gabriele Catalano, dell'Unità operativa di Chirurgia generale e trapianto di fegato dell'Aoup: ad aspettare il fegato, arrivato da Firenze, un paziente di 49 anni della Sierra Leone, residente a Lucca, che aveva un carcinoma epatocellulare su cirrosi da virus B. Il paziente è stato trasferito stamattina in terapia intensiva, è sveglio, estubato e le sue condizioni sono stabili.

Il secondo trapianto di fegato è cominciato all'una di notte, eseguito dal professor Franco Filipponi, direttore del dipartimento di trapiantologia, epatologia e infettivologia dell'Aoup e direttore dell'unità operativa di chirurgia generale e trapianto di fegato. Il fegato arrivava anche in questo caso da Careggi ed è stato impiantato su un paziente parmense, un uomo di 43 anni affetto da cirrosi da visus C. Anche in questo caso il paziente è stato già trasferito in terapia intensiva, è anch'egli stabile, estubato e sveglio. Il terzo trapianto è cominciato questa mattina alle 6, sempre ad opera del professor Filipponi. Il fegato, in questo caso, è stato donato da Taranto e impiantato su una donna romana 39 anni, affetta da cirrosi autoimmune. Infine, il quarto trapianto di fegato è iniziato alle 11, di nuovo per mano del dottor Catalano. L'organo è stato donato da Empoli e impiantato su uomo 51 anni, napoletano, malato di cirrosi da virus B.

Nel pomeriggio è entrata in sala operatoria una terza èquipe, guidata dal professor Ugo Boggi, direttore dell'unità operativa di chirurgia generale e trapianti nell'uremico e nel diabetico dell'Aoup per un trapianto di reni duplice. L'assessore regionale alla salute Enrico Rossi sottolinea che la polemica sulla morte cerebrale, che coinvolge la donazione degli organi e l'espianto per i trapianti, "rischia di influenzare la cultura della donazione degli organi, che rappresenta invece uno dei momenti più alti di solidarietà umana. Non dimentichiamo -ricorda - che la Toscana si colloca in un quadro di assoluta supremazia nel campo dei trapianti e della donazione e dà in questo modo una risposta concreta, e non astratta, alle domande che si sono posti in questi giorni questi autorevolissimi medici e intellettuali".

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