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N-acetilcisteina migliora il tasso di sopravvivenza del fegato trapiantato

Uno studio italiano, recentemente pubblicato sulla rivista Liver Transplantation, organo ufficiale dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), ha dimostrato come la somministrazione dell’antiossidante N-acetilcisteina (NAC), iniettata prima di un intervento di trapianto di fegato, sia in grado di migliorare in modo significativo la sopravvivenza dell’organo trapiantato.

Secondo stime dell’OMS, nel 2010 sono stati condotti nel mondo 22.000 interventi di trapianto di fegato, dei quali 18.500 provenienti da donatori deceduti.

“Il trapianto costituisce il trattamento standard per la malattia epatica allo stadio finale – scrivono gli autori dello studio nell’introduzione al lavoro. – Gli antiossidanti come NAC potrebbero potenzialmente ridurre il danno nei fegati dei donatori deceduti, migliorando la funzionalità del trapianto”. Alcuni studi hanno mostrato come il danno da ischemia-riperfusione – un danno al tessuto epatico che si ha quando la circolazione sanguigna torna al fegato dopo un periodo di ischemia – sia spesso presente durante le procedure di conservazione dei fegati prelevati da donatori, influenzando la funzionalità precoce dell’organo trapiantato.

Dal momento che alcuni studi condotti su modelli animali avevano suggerito come la somministrazione di NAC potesse aiutare a ripristinare il bilancio necessario tra sostanze ossidanti e antiossidanti nel fegato, gli autori del nuovo studio hanno condotto uno studio prospettico, monocentrico, di fase II, che ha incluso 140 pazienti al primo trapianto epatico, metà dei quali avevano ricevuto dei fegati trattati con NAC. Il protocollo NAC prevedeva un’infusione della sostanza alla dose di 30 mg/kg un’ora prima dell’intervento di trapianto e una seconda infusione di 300 mg (150 mg/kg di peso del fegato) mediante vena porta subito prima del cross-clamp. Sessantanove pazienti candidati al trapianto hanno ricevuto un organo infuso con NAC mentre 71 pazienti sono andati incontro a trapianto standard (senza NAC).

I risultati hanno documentato che i tassi di sopravvivenza dell’organo trapiantato a 3, 12 e 24 mesi dall’esecuzione del trapianto erano pari, rispettivamente, al 93%, 90% e 86% tra i pazienti i cui organi erano stati infusi con NAC prima dell’intervento. Nei pazienti sottoposti a trapianto standard, invece, i tassi di sopravvivenza dell’organo trapiantato a 3, 12 e 24 mesi dall’esecuzione del trapianto sono stati pari, rispettivamente, all’82%, 70% e 67%.

Durante un tempo mediano di follow-up di 33,4 mesi, sono deceduti 10 pazienti nel gruppo con fegato infuso con NAC e 22 pazienti nel gruppo di controllo.

A tre mesi dall’intervento, il 99% dei pazienti del gruppo NAC e l’86% di quelli del gruppo di controllo erano vivi.

Dopo un anno e dopo 2 anni dal trapianto, i tassi di sopravvivenza dei pazienti con fegato infuso con NAC erano pari, rispettivamente, al 94% e al 90% rispetto al 75% e al 72% rilevati in quelli del gruppo di controllo.

Nel gruppo NAC è stato documentato un tasso di complicanze post-operatorie pari al 23% nel gruppo NAC rispetto al 51% del gruppo di controllo (P<0,01); tuttavia, nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato infuso con NAC, il numero di rigetti è stato superiore a quello osservato nel gruppo di controllo (20% vs 3%; P<0,01).

Le ragioni dell’incidenza più elevata di rigetto acuto osservata nel gruppo NAC non sono chiare. Un possibile razionale presuppone la presenza di effetti del sistema immunitario sul danno da ischemia-riperfusione.

Lo studio ha condotto anche un’analisi su un sottogruppo costituito da 61 pazienti che avevano ricevuto un fegato trapiantato sub ottimale, con un donor risk index (score di misurazione che definisce una stima continua del rischio associato al donatore) >1,8.

In questo sottogruppo, l’incidenza di disfunzione d’organo è risultata inferiore nel gruppo NAC rispetto al gruppo di controllo (15% vs 32%).

“Il nostro studio – scrivono gli autori nelle conclusioni – è stato il primo trial randomizzato a studiare l’impiego dell’infusione di un antiossidante (NAC) durante la procedura di trapianto di fegato. Noi proponiamo l’impiego di NAC durante il prelievo dell’organo per migliorare gli outcomes legati al trapianto d’organo, in particolare con l’aumento dei casi di impiego di organo sub ottimali. NAC ha un buon profilo di sicurezza e un costo molto basso per paziente, il che rende questo protocollo altamente cost-effective in considerazione della sopravvivenza degli organi trapiantati, della lunghezza della degenza ospedaliera e delle complicanze post-operatorie.”

D'Amico F, et al "Use of N-acetylcysteine during liver procurement: a prospective randomized controlled study" Liver Transpl 2013; 19: 135-144.

Fonte Pharmastar.it

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