Muore dopo il trapianto di fegato: la procura indaga
Dal centro per i trapianti negano che a causare il decesso sia stata l´epatite B
«Mio padre aveva fondato una radio privata, qui, a Mesagne. Era sempre alla ricerca della verità. Anche per questo stiamo conducendo questa battaglia». Alessandra è la figlia di Carmelo Solimeo, l´uomo di 66 anni morto dopo il trapianto di fegato.
È lei che martedì scorso ha presentato una denuncia in procura, chiedendo che sulla morte del padre venga fatta chiarezza. «Se avessimo saputo che c´era un minimo rischio, non avremmo mai autorizzato il trapianto. Ora vogliamo soltanto sapere cosa è successo, perché mio padre è morto» racconta.
Carmelo era un ex controllore di volo. La sua passione era la radio che tre anni fa, quando erano cominciati i primi problemi di salute, aveva dovuto chiudere. Per la cura di alcuni noduli, era volato anche in Belgio, all´ospedale di Gent dove, un mese prima del trapianto, si era sottoposto a un trattamento di radioterapia.
«I medici del Policlinico sapevano di queste cure. Abbiamo dato loro la lettera di dimissioni dalla struttura sanitaria di Gent. C´erano le cartelle cliniche» racconta ancora Alessandra. Dal centro per i trapianti negano che a causare il decesso sia stata l´epatite B, rilevata, già al momento del prelievo del fegato. «Ai medici di Bari è stato comunicato tardivamente - spiega il coordinatore regionale Francesco Paolo Schena - che il paziente era stato sottoposto alla radioterapia ad aprile».
In altri termini Carmelo, già debilitato dal trattamento a cui era stato sottoposto in Belgio, non avrebbe retto il trapianto di fegato. «Ma loro erano a conoscenza delle cure che erano state somministrate a mio padre» ribatte la figlia Alessandra. A difendere l´operato dei medici, invece, è Vitangelo Dattoli, direttore regionale del Policlinico. «Il trapianto è riuscito benissimo e non c´è stata irritualità nelle procedure.
Al Centro regionale trapianti hanno agito in una situazione di eroismo perché hanno operato su un paziente che era stato irradiato in Belgio, che era in imminente pericolo di vita e che è morto per cause legate ad una mielodepressione»
La polizia ha acquisito dal policlinico di Bari le cartelle cliniche relative al trapianto di fegato e al ricovero di Carmelo Solimeo. L'acquisizione è stata disposta dal pm inquirente, Angela Morea, che sulla vicenda ha in corso indagini per omicidio colposo. Il magistrato dovrà verificare se il fegato trapiantato fosse infetto dal virus dell'epatite B. Dall'esame delle cartelle cliniche il magistrato individuerà i potenziali indagati a cui, nei prossimi giorni, potrebbero essere notificate (come atto dovuto) informazioni di garanzia per omicidio colposo assieme all'invito a nominare un consulente che avrà diritto di assistere all'autopsia.























