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Malattie autoimmuni

Malattie infettive, troppe diagnosi tardive. Le nuove strategie di Simg e Simit

Troppe diagnosi tardive, il "sommerso" da far emergere e un più rapido accesso ai trattamenti: sono le principali difficoltà che riguardo le malattie infettive e il medico di famiglia può rappresentare un ottimo alleato per aiutare a colmare queste lacune. Questo l'obiettivo del progetto "We stand with public health: a call to action for infectious disease. The actual and the future vision", organizzato da Regia Congressi con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie - SIMG e della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali - SIMIT, con il contributo non condizionante di Gilead Sciences.

La chiusura della prima fase del progetto e il lancio dei nuovi obiettivi è avvenuto al Ministero della Salute con il convegno "Un percorso di formazione, ricerca e assistenza integrata per un rilancio della lotta alle malattie infettive". «La migliore arma per le malattie infettive è la prevenzione», ha dichiarato a Doctor33 Massimo Andreoni, Direttore della UOC di Malattie Infettive, Policlinico Tor Vergata, a margine dell'incontro. Ecco perché il ruolo del mmg risulta essenziale, come ha rimarcato anche il Sen. Francesco Zaffini, Presidente 10a Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, intervenendo all'evento. «Troppe volte riforme della medicina territoriale non sono state portate a compimento, pertanto oggi è fondamentale colmare queste lacune, attribuendo proprio al Medico di Medicina Generale un ruolo cardine nell'assistenza primaria e nella nuova organizzazione sanitaria, partendo proprio dalle malattie infettive», ha spiegato Zaffini.

«Bisogna prestare particolare attenzione al modo in cui le malattie infettive vengono prese in carico perché soffrono di un'attenzione altalenante. Va superata questa discontinuità», sottolinea a Doctor33 Claudio Cricelli Presidente SIMG. «Esistono vaccini e terapie, ma servono conoscenze e competenze per poterli impiegare - sottolinea Alessandro Rossi, Responsabile SIMG Patologie Acute - Da questa esigenza nasce il progetto della SIMG, che si svilupperà lungo quattro linee direttrici. Anzitutto, si aggiornerà il percorso già avviato attraverso webinar e video pillole che, grazie al contributo di specialisti e istituzioni, permetteranno una comunicazione rapida ed esplicita. In secondo luogo, si arricchirà la cartella elettronica del MMG attraverso strumenti di governance clinica utili soprattutto per la lotta all'Epatite C, come il riferimento ai centri regionali di diagnosi e cura e un algoritmo utile ad aumentare lo screening e il seguente invio ai centri prescrittori. Inoltre, pubblicheremo un Libro Bianco che costituirà un testo agile e aggiornato su queste patologie. Infine, il percorso di formazione sarà istituzionalizzato attraverso un corso di accreditamento al termine del quale si potranno raggiungere dei parametri che porteranno a una certificazione di Medico di Medicina Generale esperto in patologie infettive».

Le parole chiave per Andreoni sono: «Screening e informazione» perché «per tante malattie infettive oggi abbiamo dei farmaci incredibilmente efficaci e non utilizzarli in pazienti che magari non sanno di avere queste malattie sarebbe un errore gravissimo. Non solo, anche un problema di sanità pubblica perché non far emergere il sommerso e non fare la diagnosi significa non bloccare la circolazione di questi virus. Come società ci stiamo molto impegnando per cercare di promuovere attività di screening e informazione per la popolazione». Il progetto SIMG, inaugurato a luglio 2022 alla Camera dei Deputati, ha conosciuto la sua prima fase con quattro webinar dedicati ad altrettanti virus. In ognuna di queste occasioni sono intervenuti infettivologi ed epatologi insieme a rappresentanti delle autorità sanitarie e delle istituzioni. L'impegno della SIMG nel contrasto alle malattie infettive parte da lontano e si è amplificato con la pandemia di COVID-19, che ha fatto la necessità di acquisire una maggiore consapevolezza. Per Cricelli, infine, «dobbiamo disegnare un nuovo modello di formazione, basato su una maggiore consapevolezza, strumenti concreti, capacità di intervento per una diagnosi precoce e un'immediata applicazione della terapia. Per far questo sarà importante dotare le cure territoriali di nuovi strumenti informativi, informatici, di personale, di rete, per alleviare il peso degli ospedali e permettere al MMG di gestire al meglio i pazienti a rischio».

Fonte: doctor33.it


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