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Il progetto “L’Epatite C ai tempi del Coronavirus” premiato al concorso nazionale Fellowship Program 2021

Il nuovo modello assistenziale rivolto ai pazienti afferenti al Ser.D. e ai detenuti nella Casa Circondariale biellese, avviato dall’Asl di Biella, ha ottenuto riconoscimenti nel bando promosso da Gilead

Successo per il progetto “L’Epatite C ai tempi del Coronavirus: riorganizzare e semplificare la cura”, perfezionato dall’Asl di Biella al fine di individuare un nuovo modello assistenziale rivolto ai pazienti afferenti al Ser.D. e ai detenuti nella Casa Circondariale biellese. L’iniziativa ideata e avviata nei mesi scorsi grazie alla collaborazione tra l’Ambulatorio di Epatologia della Struttura Operativa Complessa di Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria Locale, il Servizio per le Dipendenze patologiche e la Casa Circondariale cittadina ha ottenuto tre riconoscimenti (unica tra le candidate), ovvero il premio base più due premi speciali aggiuntivi, nell’ambito del bando di concorso Fellowship Program 2021 promosso in Italia da Gilead.

Il riconoscimento economico assegnato per l’iniziativa dell’Asl di Biella sarà utilizzato per incrementare l’attività legata all’eradicazione dell’epatite C sul territorio, obiettivo stabilito a livello globale entro il 2030 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il progetto
All’Asl di Biella è stato attivato infatti un nuovo modello assistenziale per alcuni dei pazienti affetti dal virus dell’epatite C, essenzialmente utenti in carico al Ser.D. e detenuti della Casa Circondariale. Per i pazienti individuati, la terapia può essere prescritta attraverso una “visita virtuale” evitando la presenza del soggetto in Ospedale, grazie a un sistema informatico aziendale di condivisione protetta dei dati, diminuendo così il numero delle visite effettuate in presenza in un momento particolarmente delicato dettato dall’emergenza Coronavirus.

Questo progetto prevede inoltre di valutare l’efficacia e la sicurezza di tale modalità operativa per renderla fruibile ad altri centri di cura.

Il percorso, come riporta il dottor Lorenzo Somaini, Direttore del Ser.D. locale, «tramite una buona collaborazione con la Farmacia Ospedaliera ha reso possibile la distribuzione diretta ai pazienti dei farmaci anti Hcv presso il Ser.D. Grazie a questo progetto si è favorito non solo il completamento del ciclo di trattamento in oltre il 90% dei pazienti selezionati, ma anche l’eradicazione del virus della epatite C in tutti coloro che hanno completato il trattamento».

«Tali riconoscimenti in un bando cui hanno partecipato siti di ricerca e università nazionali sono una conferma delle professionalità presenti all’interno della nostra Azienda e delle capacità organizzative – spiega il dottor Paolo Scivetti, responsabile del progetto e dell’Ambulatorio di Epatologia dell’Ospedale dell’Asl di Biella – Un risultato reso possibile dal gioco di squadra tra le diverse parti: l’Ambulatorio di Epatologia della Medicina Interna (dove collabora il dottor Antonio Panero), la Casa Circondariale (con la dottoressa Paola Zaldera, co-responsabile del progetto), il Ser.D. (dottor Somaini, co-responsabile del progetto, e dottoressa Sarah Vecchio), la Farmacia Ospedaliera (diretta dalla dottoressa Laura Lanzone) e infine l’Ufficio Sperimentazioni aziendale, coordinato dalla dottoressa Elisa Perfetti, che ha reso possibile la stesura del progetto con particolare competenza riguardo gli aspetti etici».

Fonte:  Newsbiella.it

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