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I trigliceridi alti fanno male al fegato, ecco cosa mangiare

Mantenere stili di vita sani e seguire un’alimentazione corretta sono solo alcuni dei consigli utili a preservare la nostra salute. Seguire una dieta bilanciata aiuta a tenere sotto controllo i valori del sangue e a prevenire, il più possibile, lo sviluppo di determinate malattie, comprese quelle epatiche (in primis, la steatosi epatica non alcolica).
Infatti, i trigliceridi alti fanno male al fegato: si tratta dei grassi accumulati nelle cellule del tessuto adiposo che hanno il ruolo di riserva energetica, ma che se presenti in quantità elevate possono aumentare il rischio anche di patologie cardiovascolari e del pancreas.
Sovrappeso, obesità, abuso di alcol, uniti a una vita troppo sedentaria, sono tra i fattori che predispongono a tale condizione. A questi si aggiungono le malattie renali, il diabete e la componente ereditaria in ciascun paziente: si considerano valori di trigliceridi nella norma quando oscillano tra i 50 e i 150 mg/dl di sangue.
Diminuire il peso corporeo, imparare ad assumere il giusto fabbisogno calorico, limitare gli zuccheri e, se possibile, distribuire l’apporto nutritivo su cinque pasti al giorno, sono alcuni dei consigli a cui si unisce quello di bere almeno un litro e mezzo di acqua per una corretta idratazione quotidiana.

Visto che i trigliceridi alti fanno male al fegato, ecco allora cosa è bene portare in tavola:
Verdure e legumi: sono ricchi di fibre e hanno un ruolo prezioso nel metabolismo di grassi e zuccheri
Pesce: i grassi buoni, insieme all’omega 3, riducono i trigliceridi nel sangue
Cereali integrali: dalla pasta al riso, passando per il pane, contengono la giusta quantità di carboidrati complessi
Olio extravergine di oliva: tra gli oli vegetali, è il migliore da utilizzare come condimento
Carne: da preferire quella bianca (pollo, tacchino, ecc.) a quella rossa, consumabile non oltre una volta alla settimana
Latte: insieme ai suoi derivati in versione parzialmente scremata. In merito allo yogurt, meglio quello naturale.

Fonte:  Epateam

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