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Fibrosi epatica in pazienti con epatite C, regredisce grazie agli antivirali ad azione diretta

La fibrosi epatica regredisce in alcuni pazienti con infezione cronica da epatite C che raggiungono una risposta virologica sostenuta (SVR) dopo trattamento orale con antivirali ad azione diretta (DAA). E’ quanto riportato da uno studio retrospettivo i cui risultati sono stati presentati al congresso mondiale sull’AIDS (AIDS 2018) e pubblicati su AIDS.

L'inibizione della replicazione del virus dell'epatite C (HCV) con DAA sembra ridurre l'infiammazione del fegato, ma ci sono poche informazioni sull'impatto del trattamento e della cura dell'infezione da HCV sulla fibrosi epatica.

La dott.ssa Carmen de Mendoza dell'Istituto di ricerca Puerta de Hierro-Segovia de Arana, a Madrid, in Spagna, e colleghi hanno studiato i cambiamenti nella fibrosi epatica, misurati mediante elastografia epatica (Fibroscan), in 246 pazienti con infezione da HCV che avevano raggiunto l’SVR.

Più della metà dei pazienti (57,2%) aveva al basale fibrosi epatica avanzata, il 18,4% aveva cirrosi scompensata e il 42% era co-infetto da HIV.
I valori di Fibroscan mediani sono diminuiti da 11 kPa al basale a 8,2 kPa al momento del raggiungimento della SVR12, indipendentemente dallo stato di HIV e sono diminuiti in misura maggiore nel sottogruppo di pazienti con fibrosi avanzata (da 19 kPa a 14,1 kPa).

Significative riduzioni della fibrosi si sono verificate più spesso nei pazienti con fibrosi avanzata rispetto a quelli con fibrosi lieve (52,3% vs 22,5%), ma il 41,4% di individui con fibrosi epatica avanzata non ha mostrato miglioramenti significativi.

Nell'analisi multivariata, i valori elevati di Fibroscan al basale erano gli unici fattori predittivi indipendenti di regressione della fibrosi più pronunciata.

"Nonostante i miglioramenti siano più pronunciati nel sottogruppo di pazienti con fibrosi avanzata o cirrosi di base," concludono i ricercatori, " la cirrosi persiste in un ampio gruppo di pazienti dopo essere stato curato e garantisce un ulteriore follow-up clinico, incluso uno screening periodico per il cancro del fegato. "

Fonte: pharmastar.it

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