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Il fegato di una ottantenne salva un uomo di 40 anni

Dopo l’assenso dei familiari di un’anziana di Garrufo ricoverata al Val Vibrata un’equipe da Roma preleva l’organo che dà una speranza al giovane

SANT’OMERO. Il fegato di una ottantenne santomerese salva la vita ad un quarantenne romano. I familiari di Liliana D’Ambrosio, che viveva a Garrufo, hanno compiuto un gesto di grande umanità. La medicina non dava più speranze all’anziana che, alcuni giorni fa, era stata colta da una emorragia cerebrale. Ricoverata all’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero, nonostante le cure, è stata dichiarata clinicamente morta.

Le funzioni vitali erano tenute attive solo attraverso le apparecchiature, l’attività cerebrale era piatta. A quel punto la comunicazione ai familiari della D’Ambrosio che hanno autorizzato l’espianto del fegato. Nonostante la veneranda età, il suo organo è stato ritenuto in perfette condizioni e, quindi, idoneo ad essere trapiantato. Non c’è voluto molto per interrogare la lista dei pazienti in attesa di trapianto:è risultato compatibile un quarantenne romano a cui, ieri, è stato trapiantato il fegato. Un’equipe di medici del Tor Vergata di Roma diretta da Laura Tariciotti è partita alla volta dell’Abruzzo fino a Sant’Omero per procedere all’espianto. Ad attendere i chirurghi capitolini c’era l’equipe di anestesisti del Val Vibrata diretti da Pietro Dursi che nel frattempo ha allertato il personale preparando la sala operatoria. L’intervento è durato tre ore e mezza. Poi, il fegato ha raggiunto il Lazio.

«Un sentito ringraziamento per il grande gesto di umanità lo rivolgiamo ai familiari della signora Liliana D’Ambrosio che hanno permesso di ridare una speranza di vita ad un giovane romano. Persone davvero splendide», è il commento di Ferdinando Martini, uno dei medici dell’ospedale di Sant’Omero che ha partecipato all’intervento di espianto. Il lavoro di staff è stato vincente anche grazie all’operato di un gruppo di giovani ferristi.

Lo scorso fine febbraio, sempre a Sant’Omero, il fegato e i reni di Natalina Irma Boncristiano, 68 anni, di Colonnella, morta sedici giorni dopo essere rimasta coinvolta in un incidente stradale, salvarono tre vite. L’incidente era avvenuto lungo la strada provinciale 259, in prossimità del bivio per Corropoli. Un scontro frontale tra la Fiat Punto guidata dalla donna e una Ford Focus condotta da un cinese con a bordo altri tre connazionali, tutti rimasti lievemente feriti. Ma ad avere la peggio nel violento impatto era stata proprio la vedova.

Fonte: m.ilcentro.gelocal.it

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