Epatite C: il 34,1%, dovuta ai trattamenti di pratiche estetiche
A Pordenone cinque incontri per la prevenzione dei rischi
Il contrasto dei fenomeni di rischio che possono sfociare in malattie infettive croniche o di lunga durata, è uno degli importanti compiti svolti dal Sistema Sanitario.
È stato appurato che i fattori di rischio per l’Epatite C sono stati associati, per il 34,1%, ai trattamenti di pratiche estetiche. Sulla base di questo dato, la Regione Friuli Venezia Giulia, ha elaborato le linee guida che forniscono indicazioni sull’individuazione, e la successiva minimizzazione/eliminazione dei rischi connessi con le singole attività estetiche. La formazione riveste, quindi, un ruolo importante per promuovere la riduzione dei rischi sanitari associati alle suddette pratiche.
L’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.5, per spiegare i contenuti delle“Linee Guida regionali per la prevenzione dei rischi nelle pratiche estetiche” e del “Protocollo Operativo per il controllo delle attività estetiche”, organizza cinque incontri rivolti a tatuatori, piercer, estetisti, acconciatori e operatori di pratiche affini.
Tutti gli incontri, si svolgeranno il lunedì dalle 14.30 alle 16.30.
Il primo appuntamento è in programma il 3 settembre nella sede Distrettuale dell’ AAS5 di Azzano Decimo, mentre il secondo incontro si svolgerà il 10 settembre a Maniago, nella sala convegni del NIP, in Via Venezia 18/d.
Si proseguirà il 17 settembre a San Vito al Tagliamento nella sede del Consorzio Zona Industriale Ponte Rosso, in Via Forgaria,11 e a seguire il 24 settembre, l’incontro si terrà a Sacile, nella sala convegni dell’Ospedale, in Via Ettoreo 4.
L’ultimo appuntamento è in programma invece, il 15 ottobre a Porcia, nell’auditorium del centro socio assistenziale “Diemoz”, in Via delle Risorgive 3.
Fonte: ilfriuli.it























