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Dono organi,indicazione facoltativa

Lo prevede il decreto "milleproroghe"

Non sarà obbligatorio specificare sulla carta d'identità la propria volontà, o meno, di donare gli organi in caso di morte. L'indicazione della propria scelta sul documento sarà facoltativa. Il Senato ha infatti modificato questo punto del maxi-emendamento al milleproroghe frutto - secondo il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini - di un errore materiale da parte del governo nella scrittura del testo.

I cittadini italiani, che indicheranno sulla carta d'identità se intendono donare o meno i propri organi in caso di morte, vivono in un paese dove si registra un trend positivo nelle donazioni e che colloca l'Italia tra i primi in Europa nel settore dei trapianti, con 21 donatori per milione di abitanti.

Nel 2009 c'è stato un incremento del 6% delle donazioni e del 7% dei trapianti rispetto all'anno precedente, quando, secondo stime del Centro nazionale trapianti (Cnt), i trapianti hanno toccato quota 3.000, oltre ai 15 mila trapianti di tessuto e cinquemila di cellule staminali emopoietiche per la cura di patologie del sangue. Positivi anche i risultati a lungo termine, con il 70-80% di casi di successo a cinque anni dall'intervento. Alla fine del 2009 ci sono stati 60-65 donatori in più rispetto al 2008, con una media di circa tre organi prelevati da ogni donatore, che si traduce in circa 200 trapianti effettuati in più.

Le donazioni sono circa 1.200 l'anno e l'Italia si colloca tra i primi paesi al mondo per trapianti di tessuti e cellule staminali emopoietiche. Buona anche la percentuale dei donatori: se infatti la media europea è di 18,5 donatori per milione di abitanti, nel nostro Paese sono circa 21 per milione. In Europa, meglio dell'Italia ci sono la Spagna, prima al mondo con 34 donatori, e la Francia con 23,5. Sotto di noi ci sono invece Germania con 16 donatori e il Regno Unito con 14.

Ma, sempre secondo le stime del Cnt, su 9000 pazienti in lista d'attesa solo poco più di 3000 ogni anno ricevono il trapianto di cui hanno bisogno e 300 muoiono aspettando. I tempi medi per un rene, ad esempio, sono di tre anni.

fonte: tgcom.mediaset.it

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