Donazione organi: tutto l’ospedale deve essere coinvolto nel processo donazione e trapianto organi
La Conferenza delle Regioni, nella riunione del 10 febbraio scorso ha approvato un documento in merito alla rete nazionale per i trapianti che contiene alcune novità per quanto riguarda l’articolazione regionale e locale della rete. In particolare si prevedono apposite convenzioni tra i Centri interregionali e il Centro nazionale trapianti, nonché la possibilità di maggiore collaborazione tra i Centri regionali e il Centro nazionale.
Ma la novità più importante è quella prevista per il quarto livello della rete, quello dei “coordinamenti locali”. Per questi il documento prevede che va realizzata “una completa integrazione con l'intera struttura ospedaliera dove opera”. “In tale contesto si inseriscono a pieno titolo non solo le unità operative e le strutture più di frequente direttamente impegnate (rianimazione, e/o reparti neuro traumatologia o neurochirurgia), ma anche quelle che a vario titolo concorrono alle attività di prelievo (servizio di medicina legale, neurologia, anatomia-patologica, radiologia, laboratori, direzione sanitarie).
Per le mutate caratteristiche epidemiologiche e per l'introduzione di nuove tecniche terapeutiche, il campo d’applicazione del coordinamento ospedaliero è destinato a investire anche unità operative fino ad ora non coinvolte nell'identificazione del potenziale donatore e nella definizione dell'idoneità alla donazione.
L'intera struttura aziendale deve quindi intendersi implicata a pieno titolo e con piena disponibilità nel processo di donazione / trapianto”. “Per tutti i livelli della Rete – infine continua il documento - va previsto lo sviluppo, il completamento e manutenzione del sistema informativo trapianti (SIT) per la registrazione puntuale di tutte le fasi del processo anche per garantire adeguati livelli di sicurezza, tracciabilità e trasparenza delle attività”.
leggi il documento in merito alla rete nazionale per i trapianti























