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Bari: Trapianti di fegato, pronto il nuovo centro

La novità è la control room con sei posti. Lunedì l’inaugurazione con Vendola e l’arcivescovo di Bari

BARI - Il nuovo centro trapianti di fegato è pronto e, grazie all’installazione di strumentazione di ultima generazione e l’inaugurazione di un’attrezzata terapia intensiva, al Policlinico sarà possibile incrementare l’attività. A patto che la donazione degli organi lieviti sensibilmente, visto che la Puglia è ancora tra le regioni italiane con la più bassa percentuale di espianto da cadavere. Come ammette sconsolato il coordinatore del Centro regionale trapianti, Francesco Paolo Schena: «Purtroppo - dice - nella nostra regione manca ancora la cultura della donazione. Nonostante gli sforzi compiuti dobbiamo fare i conti con le resistenze dei familiari dei possibili donatori. L’opposizione all’espianto è ancora molto elevata, anche quando si tratta di anziani». Secondo i dati forniti dal ministero della Salute, al 30 novembre 2012 i donatori erano appena 31 contro i 53 dell’anno prima, quelli utilizzati 27 nel 2012, 46 nel 2011. La Puglia è in fondo alla graduatoria nazionale, fanno peggio solo Calabria, Abruzzo, Liguria e le più piccole Molise e Basilicata. Ma se il dato viene rapportato alla popolazione, la Puglia con il suo 7,6 per ogni milione di abitanti fa peggio solamente del Molise.

Di contro, la percentuale dell’opposizione alla donazione è elevatissima, nel 2012 è stata del 44, 2 per cento, la media nazionale è del 29,3 per cento. In sostanza, uno su due dice «no» all’espianto degli organi del proprio caro ormai defunto. Lunedì, però, verrà tagliato il nastro della clinica dove verranno eseguiti i trapianti di fegato. La novità più importante riguarda la «control room», di cosa si tratta? In sostanza, è una sala rianimazione che ospiterà solamente i pazienti che saranno stati operati per l’impianto di fegato. Una stanza di degenza - un ambiente sterile - post trapianto con sei postazioni-letto equipaggiate per il più completo monitoraggio di terapia intensiva. La cosiddetta «control room» avrà anche nuove apparecchiature per l’infusione delle terapie, per il monitoraggio dei parametri clinici e per il controllo televisivo continuo. Il centro trapianti di fegato è diretto dal professore Vincenzo Memeo e comprende un ambulatorio specialistico per l’accettazione, selezione e presa in carico dei pazienti, il quartiere operatorio, oltre alla terapia intensiva e al reparto di degenza. «Questa articolazione consente l’intervento di più specialisti diversi», spiegano dal Policlinico. Attualmente la struttura segue 568 pazienti per la valutazione pre-trapianto e 246 persone nel follow up post-trapianto, complessivamente ad oggi sono stati 260 i trapianti di fegato realizzati a Bari.

«Questa intensa attività - commentano dal Policlinico - che ha prodotto risultati clinici raffrontabili con quelli dei più avanzati centri trapiantologici, ha consentito il trattamento salva vita in numerosi casi riguardanti cittadini pugliesi. Grazie a questi interventi, non solo è stata evitata la mobilità passiva extraregionale, ma è stato conseguito un notevole risparmio di costi sociali». Il prossimo obiettivo della dirigenza dell’ospedale barese è formare tre équipe complete in grado di intervenire contemporaneamente in casi diversi. Lunedì mattina, alle 11, la clinica sarà inaugurata dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e l’arcivescovo di Bari, monsignor Francesco Cacucci, assieme al direttore generale Vitangelo Dattoli e all’assessore regionale alla Sanità, Ettore Attolini.

Fonte:corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/

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