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Malattie autoimmuni

28 luglio - Giornata mondiale dell’epatite

A partire da quest’anno 2011, in conformità della decisione adottata dall’assemblea mondiale della sanità, la «Giornata mondiale dell’epatite» si celebra il giorno 28 luglio. Inoltre, a partire sempre da quest’anno, in base ad una recente risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la celebrazione sarà indetta e gestita dal Ministero della Salute. Sosterranno le iniziative italiane l’Associazione Epac, l’Associazione Italiana Studio Fegato (Aisf) e altre Società Scientifiche.

L’interesse dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nei riguardi dell’epatite, conferma la preoccupazione nei riguardi della «malattia silenziosa», come è indicata nelle forme dette «Epatite B» ed «Epatite C». Sono infatti patologie causate da virus. Quel che è insolito: la scoperta avviene spesso dopo anni e quasi per caso.

In proposito, l’associazione Epac italiana ci tiene a divulgare la conoscenza dei semplici test «per sapere se si è affetti da una di queste patologie a carico del fegato e cominciare a seguire una terapia». Nel contempo, richiama l’attenzione sul fatto che «sono circa due milioni gli italiani affetti da Epatite C, contratta a seguito di trasfusione del sangue, per motivi professionali o per il contatto con oggetti non sterilizzati». Si pensi a quanto accadeva in passato, prima dell’avvento delle varie soluzioni offerte dalle siringhe monouso: le siringhe di vetro e gli aghi venivano bolliti. Purtroppo è accaduto in qualche caso che proprio la siringa di vetro o l’ago abbia trasmesso il virus a donatori di sangue, durante il prelievo.

L’attenzione – sostiene sempre l’attento sodalizio – deve essere massima: se per l’Epatite B esiste un vaccino in grado di contrastarlo, efficace nel novanta per cento dei casi, non è ancora così per l’Epatite C. Quel che occorre tenere in massima considerazione è che i virus, «endemici in molte aree, soprattutto in Asia e soprattutto dove la pratica della vaccinazione stenta a prendere piede, - ricorda l’associazione Epac - si diffondono ovunque: così capita che certi sierotipi (varianti dei virus) che possono avere un impatto sull’ efficacia delle terapie, prima localizzati in certe aree, arrivano ovunque. La lotta all’ epatite richiede quindi uno sforzo mondiale e la partecipazione di tutti: ricercatori, medici, società civile, politici, organizzazioni non governative. Perché l’ obiettivo prossimo è la diffusione della vaccinazione per l’ epatite B, la prevenzione per la C, il trattamento delle epatiti croniche e del tumore al fegato. Ma l’ obiettivo finale è quello dell’ ‘eliminazione’ dell’ epatite, se non addirittura quello dell’ eradicazione come è avvenuto per il vaiolo».

E sarà senz’altro per questo motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, restia a sponsorizzare le giornate mondiali, abbia fatto un’eccezione per l’Epatite, nel 2008. Lo scorso anno, il 2010, poi, è stato decisivo: il 19 maggio i 193 Paesi membri, per la prima volta, nel corso della 63. Assemblea Mondiale della Sanità, hanno affrontato il tema dell’Epatite e ne hanno rilevato gravità ed urgenza di avviare una azione risolutiva. Nella circostanza, Ivan Gardini, presidente dell’Epac italiana, spiegò: «È una svolta storica che potrebbe portare a riconoscere questa malattia quale priorità sanitaria globale e a uniformare gli sforzi per sconfiggerla, determinando sostanziali cambiamenti nelle politiche di prevenzione e informazione adottate dai Governi dei singoli Stati».

Un punto fermo fu anche fatto a proposito dei virus. Si definì che i virus dell’Epatite B e C sono stati scoperti, rispettivamente, nel 1967 e nel 1988. Da quel momento, sono stati resi noti alcuni dati impressionanti che riproponiamo in tutta la loro crudezza: le complicanze delle malattie, provocano un decesso ogni 30 secondi. In un anno si calcolano 1 milione di decessi. Altro dato: sono 500 milioni, nel mondo, i portatori cronici. La cifra impressiona ancor più, ove si metta a confronto con i portatori di HIV/AIDS, calcolati in un decimo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, conscia del problema, ha commissionato una ricerca alla World Hepatitis Alliance, organizzazione no profit che rappresenta oltre 280 associazioni nel mondo che tutelano i malati di epatite B e C. I dati sono stati raccolti in 135 nazioni. Il rapporto finale ha convinto dell’urgenza di adottare politiche uniformi a livello globale.

Per rimanere nei confini, diremo che in Italia sono stimati in 600 mila i portatori di Epatite B ed in 1 milione e 600 mila gli affetti da Epatite C. E i decessi, per malattie del fegato, ogni anno ammontano a 20 mila. Cosa fare, l’ha detto a chiare lettere, in un appello, il dr. Ivan Gardini, presidente dell’associazione di pazienti Epac onlus: «Per ridurre il disastroso impatto sociale fatto di sofferenze, disagi e mortalità, chiediamo al Governo di riconoscere queste malattie e le relative complicanze (cirrosi, tumore del fegato, necessità di trapianto epatico) come problema di salute pubblica e l’inserimento urgente delle epatiti nel Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012, anche con finalità di prevenzione oncologica perché i virus HBV e HCV rappresentano agenti infettivi oncogeni».

L’infaticabile presidente, peraltro, ha concesso una intervista, datata 17 maggio scorso, a Massimo Barberi, cui attingeremo per il contributo che dà alla conoscenza del problema. Si tratta della parte centrale dell’intervista medesima. Alla domanda «C’è davvero ancora bisogno di informare sulle malattie epatiche di origine virale nel nostro Paese?», il presidente Gardini ha risposto testualmente: «Sì, ne sono convinto - ha subito risposto -. C’è stato un lungo ventennio in cui, a livello globale, Hiv e Aids sono stati sotto i riflettori dei media, per ovvi e giustissimi motivi. Sono state realizzate leggi ad hoc, grandi campagne di sensibilizzazione e piani di prevenzione nei Piani sanitari nazionali. Tutto corretto e doveroso. Ma accanto all’Hiv ci sono da sempre i virus dell’epatite che non hanno mai smesso di mietere vittime. Tuttavia, ancora oggi, molti governi considerano le epatiti come le ‘cenerentole’ delle malattie infettive».Altro che celebrazione.

Articolo di Domenico Esposito

Fonte: agoramagazine.it

Nota:
Poiché la risoluzione OMS che istituisce la giornata mondiale sull’epatite lascia ad ogni paese libertà di data, in Italia questo evento sarà posticipato presumibilmente nel mese di Novembre. Vi terremo informati sugli sviluppi. Potete seguire gli sviluppi su questo sito

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